Il vocabolario

Nel senso che pigli il mondo, lo smonti in tutte le sue parole e poi riponi le parole in ordine alfabetico nel vocabolario, e, sotto forma di vocabolario, te lo porti via, il mondo, e con le parole del vocabolario porti via tutto ciò che c’è e accade nel mondo, tutto ciò che è stato ed è accaduto e anche tutto ciò sarà e che accadrà, nel mondo, porti via tutto in ordine alfabetico dentro il vocabolario. Le parole, le parole le puoi inviare a qualcuno diligentemente disposte, una disposizione significante di frasi, oppure pigli il vocabolario e invii quello, con tutte le parole dentro, invii proprio il vocabolario, al posto di una lettera, così poi la lettera uno se lo compone come vuole, grazie al vocabolario ricevuto, è bella l’idea di donare a qualcuno un vocabolario, donare un vocabolario è regalare tutto ciò che c’è nel mondo e tutti i significati del mondo, tutto, smontato dentro una confezione e ordinato alfabeticamente, così è più facile trovare i pezzi, le parole, per costruire il proprio mondo e il significato che si vuole dare al mondo.

E poi? Poi riavvolgi il nastro della vita così come riavvolgi il nastro della macchina per scrivere; per o da, per per, bellissimo, il nastro della macchian per scrivere è bellissimo, umido di inchiostro, sopra nero e sotto rosso, il nastro che si alza come una donna alza le gonne e ti racconta il senso della vita, che meraviglia, la macchina per scrivere, con quell’anfiteatro di caratteri, tutti lì, schierati davanti alla tua immaginazione, pronti a scattare, tutti lì sventagliati, che sembra la coda di un pavone in amore, la macchina per scrivere si pavoneggia, e tu con la tastiera batti sulla carta, batti sui tasti, come se fossero i cubi di porfido di un marciapiede – scrivere è un cammino – ma questa è un po’ scontata, in verità è tutto scontato, ora no, diciamolo, il computer ha ucciso la scrittura, dai, è così, ma a chi frega? a nessuno, così è, ora, inutile negarlo, abbiamo una scrittura effimera, bella la parola effimera, sa di efelidi, e io invece giro il mondo con il mondo dentro il mio vocabolario, anzi giro proprio il mondo sul mio vocabolario, ci entro dentro e parto, e con tutte le parole, in ordine alfabetico o sfogliate a caso, posso rappresentarlo, il mondo, come è o come più mi piace, il mondo, perché ho tutte le parole con me, cioè ho tutti i mondi possibili, tutte le possibili narrazioni del mondo e tutti i possibili sensi del mondo. E poi lanciare un vocabolario colpisce molto di più che lanciare un’idea. Non è straordinario, il vocabolario? C’ha in sé tutte le parole per fare domande sul e del mondo e anche per darsi tutte le risposte. Ecco, sì, donare un vocabolario è il più bel regalo che si possa fare. Perché siamo tutti appesi a un filo, al filo del discorso.