Intimo latino

Antologia ragionata di sostantivi con omonima forma verbale a definirne la peculiare funzione.
Casco, con la prima persona del presente indicativo a evocare quel(l’ac)cadere da cui il casco ci protegge. Velo, sostantivo che mantiene ciò che l’omonimo verbo promette. Calcio, nome che saggiamente ricorda al giocatore l’azione a cui è chiamato in campo: calciare la palla, possibilmente in rete. Passiamo al modo imperativo. Come Pianta, che ci richiama al dovere di rimboschire con nuove piante. O Fallo che, quasi a voler superare ogni remora, promuove il primordiale dovere riproduttivo. Ancora: terza persona del presente indicativo: Sale, cloruro di sodio, la cui omonima forma verbale ci rammenta che il consumo eccessivo fa salire la pressione. Più allarmante, invece, Mente, il cui omonimo verbo sembrerebbe suggerire una congenita inclinazione mentale all’inganno.
La lista potrebbe, ovviamente, continuare a piacere, anche solo per il piacere di continuare. E invece concludiamo con loro, loro che sono stabilmente al primo posto di questa lista, con menzione speciale della critica: Mutande, sostantivo di matrice latina, genialmente giuntoci tal quale al gerundivo, il modo verbale della necessità, qui “necessità di cambiarle spesso” (mutandae, “da cambiare”), nonché sostantivo femminile che, conseguentemente all’azione poc’anzi indicata, è usato correttamente solo al plurale, facendo in questo caso dell’abbondanza (di capi) una virtù.
Ed è bello che, caduto in disuso, il latino sopravviva invece nel nostro intimo.