L’anno del servizio clienti

Nel suo illeggibile e godibilissimo Infinite Jest, lo scrittore statunitense Wallace, nato tra i campi di mais e lì cresciuto tra tennis tornado e fiere agricole, David Foster Wallace, immagina un futuro in cui le grandi multinazionali sponsorizzano gli anni del calendario, sostituendo la numerazione progressiva gregoriana con cose del tipo: L’anno del pannolone per adulti Depend, l’Anno del Sapone Dove in Formato Prova, l’Anno dei prodotti caseari dal cuore dell’America, etc.
Il che, a pensarci bene, altro non sarebbe che la versione aggiornata al marketing delle perifrasi naturalistiche tipo L’anno della grande nevicata, che fa molto racconti di James Fenimore Cooper, oppure delle perfrasi zoofile del calendario cinese: L’anno del topo, et similia.
Per non lasciar cadere l’idea, attuale sotto molti punti di vista, qui si propone il duemilaeventi come l’Anno del servizio clienti nomesponsor dove nomesponsor ovviamente altro non è che il nome dell’azienda che acquista i diritti dell’anno.
L’occasione, si badi, è di quelle uniche: l’anno entrante è, infatti, irripetibile per la sua ideale (e millenaria) concordanza alfanumerica tra l’alfabetico duemilaeventi e il numerico 2020 che, equipaggiato con appropriato spazio, si fa 20 20, venti venti, ovvero il perfetto Numero Telefonico servizio clienti, chiama il 20 20, e, grazie ad esso, il duemilaeventi non solo può diventare a pieno titolo l’Anno del servizio clienti nomesponsor ma può essere il primo anno del nuovo calendario sponsorizzato prossimo venturo. E sia.