Stelo

Osservo attraverso il finestrino, unto, della carrozza del treno, il treno è fermo tra i campi, Ci scusiamo per il disagio, osservo uno stelo solitario di Sorghum halepense, comunemente noto come sorghetta, che sta lì, sotto di me, sul bordo di un campo coltivato. Lungo, sottile, appassito, con qualche residua piccola macchia verde, memoria dell’estate, lo stelo ha il capo reclino, a punto interrogativo, e pende pericolosamente. Ma sta lì, sopravvissuto tenacemente a tempeste e trattamenti chimici, oramai al termine del suo ciclo vegetativo. Sta lì, fermo, come il treno su cui non viaggio; ogni tanto una impercettibile bava d’aria lo scuote, ma lo stelo resiste. Sta sempre lì, e io lo osservo, osservo lui e osservo il terriccio del campo, bruno, secco e granuloso. La terra crepata che lo aspetta sembra aprirsi per meglio accoglierlo.
Mi chiedo se qualcun altro abbia mai dedicato tanta attenzione a quello stelo e a quei pochi grumi di terra. Ciao stelo, ecco, il treno riparte, poco poco, ciao stelo di Sorghum halepense, grazie per la compagnia, ti auguro buona fortuna, attento al glifosate.