Tre vedenti: uno in galera, uno in Barca e uno in panfilo

Stava ritto tutto armato a prua della sua galera, con davanti lo stendardo di San Marco“. Eccolo, il doge Andrea Dandolo, alla conquista di Costantinopoli: un ultra ottantenne completamente cieco che vide quello che gli altri non erano riusciti a vedere, cioè che Costantinopoli doveva essere assalita dal mare e non da terra. E vide bene, tanto da conquistarla, portandosi via come souvenir di guerra, lui marinaio, la quadriga domini: i 4 cavalli che, dal 1216, osservano piazza San Marco, dalla Basilica, a Venezia.
Ho una sola opinione, anzi passione storica, ed è questa: ho sempre parteggiato per i cartaginesi“, scriveva Ennio Flaiano. E il cartaginese Annibale Barca, che nonostante il cognome arrivò in Italia via terra, tra le paludi malsane perse un occhio, ma pur monocolo travolse i romani sul Trasimeno e poi a Canne. Generale abilissimo, eletto tra i migliori della storia, riuscì a vincere tutte le battaglie e a perdere la guerra.
Manca il panfilo ed è quello di Joseph Pulitzer, sì, quello dell’omonimo premio di giornalismo. Pulitzer, completamente cieco pure lui, visse quasi tutta la sua vita a bordo di uno yacht, circondato da fedeli collaboratori, strapazzati dalle sue nevrosi e ammaliati dalla sua capacità visionaria di vedere molto più lontano di tutti quelli che ci vedevano benissimo.

“Il cieco è condannato a vedere sempre”, Gabriele D’Annunzio.
E questo è, di nuovo (puntata precedente), quanto.

Giovedì 11 ottobre 2018, Giornata Mondiale della Vista.