Ultimo

Ultimo. L’ultimo. Senza dubbio. Tra l’ultimo e il primo, scegliamo l’ultimo dell’anno. Perché con l’ultimo c’è un’immediata e spontanea affinità esistenziale; perché, e lo abbiamo imparato dagli ultimi banchi, dagli ultimi banchi la prospettiva è più simpatica, ampia e umana, e alla giusta distanza. E poi perché, abbiamo letto, gli ultimi saranno i primi. Ma anche no, anche se non succede, va bene lo stesso.
E poi perché il primo, il primo è il primo, impegnativo in sé, tanto più se è il primo dell’anno, cioè uno che è già primo dal primo giorno dell’anno, lo è sempre stato e sempre lo sarà. No. Non si può festeggiare uno che fa il capo, il capo dell’anno. Capodanno. Sì, via il capo e resta il danno, siamo sinceri: solo promesse, promesse rinnovate, rinnovate ogni anno ma mai mantenute, mai, ammettiamolo, questa storia che dal primo si dimagrisce, si lavora, si cambia, si smette, si inizia… ma quando mai. Non ci crede più nessuno, e come potremmo? abbiamo letto “i Maigret” e imparato a restare umani; abbiamo letto l’Odissea e imparato a essere Nessuno; e poi abbiamo letto l’Ulisse e ci siamo definitivamente persi con il pubblicitario Leopold Bloom e il suo sfigatissimo bighellonare. E adesso ci mettiamo a festeggiare il primo? Non si può. No, possiamo festeggiare solo l’ultimo dell’anno, quell’ultimo che non delude mai, perché è ed è solo tutto quello che è stato, nient’altro, niente promesse, il tutto cambia se l’è già mangiato il Gattopardo, in un sol boccone, e dunque basta con questa mania e smania del nuovo. Ricicliamolo, l’anno usato, e portiamolo con noi, anche perché, fateci caso, all’ultimo dell’anno tutti contano, contano tutti, nessuno escluso: dieci, nove, otto, sette, contano anche i minuti, quei minuti che normalmente nessuno nota, e contano anche i secondi, anzi i decimi, i centesimi e perfino i millesimi! sei, cinque, quattro, contano tutti, tre, due, uno… e poi… poi? poi basta, poi arriva lui, il primo, e non conta più nessuno, conta solo lui, il primo dell’anno, e son botti e moglie ubriache che straparlano di tutto e baciano tutti. Ma si può? No, siamo seri, non si può, stiamo e restiamo là dove tutti contano, evviva l’ultimo, l’ultimo dell’anno, e tanti auguri, auguri di buon ultimo, ultimo dell’anno, e con lui, auguri a tutti gli ultimi, gli ultimi di tutto l’anno e di tutti gli anni.