Uno zero sul binario

La digitalizzazione, che già il nome, la digitalizzazione ci sta cambiando la vita, in meglio o in peggio, non si sa, vedremo. Comunque sia, tutti pensiamo che il codice binario, 01, la base del funzionamento dei computer, sia un’invenzione recente, recentissima. E invece no. È una scoperta antica, antichissima.
Ci fu, infatti, nel VI secolo avanti Cristo, un filosofo che nacque e visse a Elea, a sud di Salerno, ma era greco, della Magna Grecia, e si chiamava Parmenide. Ebbene, Parmenide fece, già allora, funzionare tutto con un codice binario, questo: L’essere è e il non essere non è. O meglio: “L’essere è e non può non essere; il non essere non è e non può essere”. Punto. Tertium non datur. Tutto funziona e si spiega con 2 principi, non numeri, ma due frasi, due massime, il codice binario della realtà, non della realtà virtuale, troppo facile, ma della realtà reale.
E Parmenide, se proprio vogliamo, del codice binario comprese assai meglio le implicazioni, uno e zero, lo zero è zero, e dunque resta l’uno e infatti, per Parmemide, tutto è uno, l’essere, uno ed eterno. Quello e basta. Nulla cambia. L’essere è e non può non essere. Tutto è immutabile, non si ricicla nulla, le cose durano per sempre, niente obsolescenza programmata, con grande risparmio sulla tassa dei rifiuti e sul costo delle calcolatrici. Uno e basta. E niente movimento. Sul binario non si muove nulla, zero movimento sul binario, uno zero sul binario, e se non ci credete, studiatevi i paradossi di Zenone: Achille, la tarturuga, la freccia etc.
Parmenide di Elea, si chiamava. Definito venerando e terribile.
E il suo codice binario. Due, un bisillabo.
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