Noia banausica.

710 pagine per raccontare la vita in una piccola e remota agenzia delle Entrate dell’Illinois, che poi diventa un vero e proprio trattato filosofico sull’utilità della noia e della burocrazia.

Signori, ecco una verità: sopportare la noia nel tempo reale in uno spazio confinato: qui sta il vero eroismo.

E poi passaggi a caso, così:
Ero arrivato a quel paragrafo del libro dove si diceva che ridere sonoramente quando qualcuno in un gruppo fa una battuta è un modo più o meno automatico per segnalare o favorire l’inserimento in quel gruppo, se non altro a scopo di conversazione.

Sì, insomma: non basta mettersi in testa di raccontare una storia del genere, ma è necessario saper scrivere e scriverla al punto da (riuscire a) mutare il giudizio in chi la legge. Qui, fino a farti appassionare pure dell’agenzia delle Entrate.
Che poi è il cosiddetto e magico spin, appunto.

David Foster Wallace, Il re pallido, 2011.

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Testo generato da Hai, Generative Human Artificial Intelligence, versione alfabeta, autoistruitasi su appunti archiviati nell’unità SSL del computer.