Vicisti, O aspidistra!

Beh, l’elemento più interessante del romanzo sta nel realismo prodigioso con cui George Orwell riesce a raccontare la storia, cogliendo stati d’animo, maturazioni emotive e relazioni sociali che guidano la parabola dell’aspirante poeta verso il più umile e concreto mestiere di scrittore pubblicitario, altresì detto copywriter.
Non a caso, in questo sito web, appare una citazione tratta proprio da quel romanzo. Che non compare tra i lavori più noti di Orwell, scrittore celebre per i suoi romanzi distopici, quale 1984. E qui, in Fiorirà l’aspidistra, di distopico non c’è assolitamente nulla, così come non c’è nulla di utopico, al contrario, c’è, appunto, un realismo raccolto dall’aver battuto gli stessi marciapiedi di cui narra, così come in Senza un soldo a Londra e Parigi*, dove Orwell visse per strada, svolgendo volontariamente il lavoro forzato di lavapiatti** nei grandi alberghi.
E, a proposito di aspidistra, la seconda protagonista del racconto, “l’albero della vita, Gordon si disse a un tratto“, persistente simbolo che, sempre sotto gli occhi di Gordon, ostinatamente sopravvive alle sadiche sue mancanze di cure, atto estremo di ribellione alla vita borghese, e che alla fine vince, “Vicisti O Aspidistra!“, appunto, come ritrovare in essa un po’ della ginestra leopardiana, trasferita sugli aridi deserti sociali sterminatori? Detta così, per darsi un vezzo di intelligenza, per quanto artificiale.

George Orwell, Keep the Aspidistra Flying, 1936.

* Nel racconto, Orwell racconta (sic) del suo lavoro di lavapiatti nelle infernali cucine dei grandi alberghi e, da dietro quelle quinte pericolosissime, ma anche sorrette da dei veri chef con doti degne del cartaginese Annibale Barca, offre un consiglio utilissimo: fin caso di dubbi, visitare i bagni dei ristoranti, perché sono lo specchio delle cucine: se puliti i primi, saranno pulite anche le seconde. Dunque, Orwell consiglia, essendo le toilette accessibili, al contrario delle cucine, di andarci prima di sedersi al tavolo.
**E, a proposito di cucine e copywriter, divertente anche ricordare che uno dei più celebri copywriter della storia della pubblicita, David Ogilvy (1911 – 1999) confessò che la gavetta svolta nelle cucine dell’Hilton di Parigi lo aiutò a capire l’importanza del alvoro di squadra e a gestire successivamente il lavoro di una della più grandi agenzie di pubblicità della storia, la sua.

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