Cossi.
- Pubblicato 17 Marzo, 2026
Passato remoto di cuocere. Ma non si usa più, al punto che quasi nessuno lo ricorda.
Perché?
Una risposta potrebbe essere questa: cuocere qualcosa è strettamente correlato al mangiare ciò che si è cotto. Un alimento viene cotto, dunque è cotto, e quindi può essere mangiato o è mangiabile; se non è mangiato, diviene freddo e spesso immangiabile. Ma ammettiamo una verdura, che anche se si raffredda, una volta cotta, resta mangiabile. Diremmo: “ho cotto la verdura“, per comunicare che è pronta per essere mangiata. Nessuno direbbe “cossi la verdura“, cossi, passato remoto indicativo, ovvero un’azione conclusasi nel passato, senza una durata nel dopo, chiusa, finita.
Ecco: il problema di “cossi” è che spezza grammaticalmente la relazione tra il cuocere e il mangiare, e senza questo legame, la cottura non ha più alcun senso.
C’è il presente, l’infinito, cuocere, nelle ricette e nei minuti previsti di cottura; c’è il participio passato, “cotto e mangiato“, pietanza pronta per essere servita; vanno bene il passato e trapassato prossimo, perché la cottura rimane azione prossima all’ipotetica azione del mangiare. Vanno bene anche il congiuntivo, l’imperativo, il gerundio e, forse (forse) anche il trapassato remoto.
Ma non il passato remoto.
Che, infatti, è sparito. “Cossi e mangiai” non ha più posto né a tavola né nel parlato.
Dunque, a che ci serve il passato remoto di cuocere?
Cocente problema.
“Indispettito di me stesso, cerco affannosamente mio figlio per domandargli di coniugare il passato remoto del verbo cuocere, sicuro che lo sbaglierà“. Così Leo Longanesi.
E invece noi, ora, lo sappiamo, lo abbiamo imparato proprio per questo e unico caso, cioè se qualcuno, per sfida, ce lo chiede “dimmi il passato remoto di cuocere!” .
Al che, noi, con sprezzante e divertita sicurezza: “cossi, cocesti, cosse…”.
E ne usciamo vittoriosi. Anche a stomaco vuoto.
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Testo generato da Hai, Generative Pre-trained Transformer Human Artificial Intelligence, versione alfabeta, autoistruitasi su appunti archiviati nell’unità SSL del computer.