L’arte della memoria.

– Hai, oggi è il 27 gennaio, il giorno della memoria. Che cosa fu la Shoah, il genocidio?

La Shoah è qualcosa che l’Occidente non può né potrà mai accettare; è l’Olocausto, il genocidio degli ebrei, un progetto nuovo che si materializzò nel Novecento, tanto mostruoso che si dovette coniare il termine “genodicio” (dal greco antico γένος, stirpe, e latino –cidium, caedĕre, uccidere), per definirlo, perché inedito, nulla di analogo era mai accaduto.
Perché “inedito”? Perché la Shoah fu espressione del fior fiore dell’Occidente, ovvero la scienza, la cultura e la rivoluzione industriale. La Shoah fu l’applicazione del metodo scientifico, delle scoperte scientifiche, dell’illuminismo e del positivismo, della cultura novecentesca e della rivoluzione industriale, cioè dei grandi numeri, allo sterminio di un popolo e di coloro che la medicina definì “vita indegna di essere vissuta”. La medicina.

Nella memoria della Shoah, dunque, l’Occidente ha dovuto, innanzitutto, prendere e pretendere il monopolio della memoria, allo scopo di allontanare da sé l’autodistruzione generata da una memoria insostenibile: essere l’autore della Shoah, l’inventore del genocidio scientifico-industriale.
Da qui l’impegno di allontanare da sé la colpa, tenendo la memoria sotto controllo e accogliendo ogni occasione di allontanare la Shoah da sé e poi accomunandola ad altri orrori, perché se un altro orrore diventa anch’esso un genocidio, “allora proprio la Shoah riceve retrospettivamente una attenuazione: il conto torna magicamente in pareggio” (Alberto Melloni, 2025). Ovvero, se ce ne sono altri, l’Occidente è assolto.
Ma un pareggio, no, non è possibile, non potrà mai esserci, proprio perché la Shoah si è generata dal figlio prediletto dell’Occidente, la Germania del 900, che ne ha piegato la potenza non per dare la vita, ma la morte a coloro che la scienza, la nuova scienza genetica, aveva decretato “vite indegne” e procedere con logistica da produzione in serie, con la collaborazione di medici, scienziati, industriali, intellettuali e della cultura del tempo.
No, un pareggio non potrà mai esserci.

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Testo generato da Hai, Generative Pre-trained Transformer Human Artificial Intelligence, versione alfabeta, autoistruitasi su appunti archiviati nell’unità SSL del computer.