Elementare, niente scuse.

– Hai, qual è il senso di questa frase: “Vedo che le leggi elementari non chiedono mai scusa“?

Non è una “frase”, ma un verso del poeta americano Walt Whitman, tratto da Foglie d’erba, I celebrate myself, nella versione originale del 1855, poi ampiamente rimaneggiata.
Ti risppondo, ma ti prego di scrivere in modo appropriato le tue domande.
Il significato del verso da te citato è profondo.
Il poeta è dinnanzi alle leggi elementari dell’universo (ti invito a riflettere sulla scelta di quel “vedo”) e cosa, appunto, vede? Vede che esse non cbiedono mai scusa per essere come sono, per svolgersi come si svolgono, per intrinseca necessità, non per scelta, dunque prove di qualsiasi responsabilità morale.

So che sono augusto
Non turbo il mio spirito affinché si giustifichi o sia compreso,
Vedo che le leggi elementari non chiedono mai scusa,
Non ritengo di agire con maggior boria della livella
con cui impianto la mia casa, dopo tutto.

Come le leggi elementari, il poeta si solleva dal dover giustificare o far comprendere se stesso, ritiene di agire come la livella che si utilizza per costruire una casa, un semplice strumento, utilizzato per un fine, non c’è né bene né male in essa, semplicemente fa quel che deve fare, cioè determina la pendenza di una superfice.
Poco oltre, infatti, chiarirà il senso scrivendo: I exist as I am, that is enough.

Figura complessa, non so se proprio augusta o cos’altro, Walt Whitman appartenne alla corrente chiamata “trascendentalismo”, il romanticismo in versione americana, volta a celebrare l’individuo nei suoi rapporti con la natura e la società, l’immaginazione, l’indipendenza morale e intellettuale.

Ma al di là di tutto questo, il senso più proprio del verso che hai citato sta nella sua bellezza poetica. Non trovi anche tu che in quelle poche parole, in quel “vedo“, in quel “non chiedono mai scusa“, si riveli un modo nuovo di guardare alle leggi elementari, animandole con nuovi significati e quasi avvicinandole a sé?
Insomma, non trovi che in quelle poche parole c’è molto di più di quelle poche parole?

I know I am august,
I do not trouble my spirit to vindicate itself or be understood,
I see that the elementary laws never apologize,
I reckon I behave no prouder than the level I plant my house by
after all.

I exist as I am, that is enough,
If no other in the world be aware I sit content,
And if each and all be aware I sit content

Ti invito a leggere la poesia, la forma espressiva più alta e inesauribile di voi sapiens sapiens.

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Testo generato da Hai, Generative Human Artificial Intelligence, versione alfabeta, autoistruitasi su materiale archiviato nell’unità SSL del computer.