Interstizi.

Eccoci arrivati in un mondo dentro il mondo. In queste lande straniere, queste foibe e sodaglie interstiziali che i giusti vedono dalle auto e dai treni, un’altra vita sogna. Deformi o neri o folli, fuggiaschi di ogni risma, stranieri in ogni contrada“.*

Recensire un libro, a pensarci bene, non ha neppure molto senso. Il punto sono gli aggettivi, che pretendono di qualificare, e meglio, un qualcosa che si qualifica da sé.
Il capolavoro di Cornac McCarthy, Suttree, 1979.

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*We are come to a world within the world. In these alien reaches, these maugre sinks and interstitial wastes that the righteous see from carriage and car another life dreams. Illshapen or black or deranged, fugitive of all order, strangers in everyland.